Felix Jahier

Emilie Broisat (2)

Emilie Broisat nel ruolo di Mimì nella Boheme - Copia Mani - Ridotta

Ancora Emilie .. gli occhi ritornano su questa stella. E’ un talento nell’interpretare ogni ruolo. Eccola nella “Mimì” della Bohème.. la Mimì dalle bianche mani.

Dalla pagina della rivista “Paris Theatre”  del 6 giugno 1873 tradotta dal francese dalla Prof.ssa Lina Nazzarena Romano ecco cosa scrive  il direttore della succitata rivista Felix Jahier:

Emilie Broisat, l’incantevole Mimi la cui voce penetrante e il fascino sognante, diffondono ogni sera all’Odeon, un profumo di gioventù di cui la platea ama inebriarsi!

Ella ci apparve per la prima volta, al Vaudeville, in Casa Nuova, di Sardou a fine dicembre del 1866. L’opera era talmente scadente che la sola M.lle Fargueil poteva rendere passabili le scene a volte banali a volte di un cinismo rivoltante; nondimeno la grazia incantevole della giovane debuttante fu notata e mi ricordo di averlo notato io stesso nella serie drammatica che facevo allora. Da quell’inizio pieno di promesse, M. Delvil, direttore delle Galeries de Saint Hubert, a Bruxelles, non esitò a procurarle un ingaggio vantaggioso.

E in quei tre anni, invece di prendere nei mesi estivi un riposo meritatissimo, Emilie Broisat andava a recitare a Vichy dove il contatto con gli artisti di Parigi serviva a ravvivare il suo ardore. In una di queste tournée, ebbe la possibilità di recitare con Regnier e Febvre in Mademoiselle de la Seiglière, Gabrielle, il Verre d’eau (Abigail), e Par droit de conquete. Febvre fu così affascinato dal suo talento, pieno di incanto e di freschezza, che scrisse a Parigi dove la stampa si fece eco delle sue impressioni.

Regnier, l’eminente professore, l’uomo di cuore votato tanto all’arte e agli artisti, comprese ben presto che Parigi era il luogo adeguato per questa giovanissima e già eccelsa attrice; così, pur promettendole il suo appoggio il giorno in cui sarebbe ritornata nella capitale, cercò egli stesso i mezzi per facilitare questo ritorno.

Ma Emilie Broisat, richiesta dappertutto, partì presto per l’Italia, per prendere il posto di M.me Desclée, il cui ingaggio da parte di M. Meynadier era appena terminato. Ella s’incamminò sulle orme di colei che l’aveva preceduta. Applaudita, festeggiata, visse là ben felice dei suoi trionfi.

Ricordiamo la splendida Casilda di Ruy-Blas. Victor Hugo non avrebbe potuto desiderare meglio. Leconte de Lisle la reclamò per l’Elettra delle sue Erynnies. Nell’ Aieule quanto non fu toccante? Quale semplicità e quale grazia!

Di contro, ella mostrò una vivacità di spirito perfetta nel ruolo spaventoso di Susanna, del Mariage de Figaro. Diede là la misura della sua forza perché pochissimi artisti, e tra i migliori, sono in grado di affrontare lo studio di un tale personaggio.

Oggi, e in opposizione ancora, eccola nel ruolo dell’eroina di Murger, graziosa e fresca inizialmente, poi morente ben presto di tisi, dopo aver trascorso lunghi e tristi giorni in un letto di ospedale. Tutti, vorrete vedere come interpreta quel tipo così simpatico; quale espressione vera ella a la capacità di dare alla sua dolorosa agonia! E se dopo averla sentita, voi rientrate a casa senza un fondo di tristezza, è perché il vostro cuore non è disponibile agli accenti dell’arte e della poesia.”

Félix Jahier

Emilie Broisat nel ruolo di Mimì nella Boheme - Banner

 Emilie Broisat in Mimì della Bohème ritratta dal fotografo Alexandre QUINET 1873.

Emilie Broisat 5 - Copia  con Banner - Copia

Emilie Broisat in una Carta da Visita di Mulnier.