M.LLE DE VOISIN

Volto de voisin

Spesso andiamo oltre le stelle più luminose..  quelle le incontriamo sempre  ogni volta che alziamo lo sguardo distrattamente o casualmente.   Ma quando ci soffermiamo ad osservare un cielo stellato e proviamo ad esplorare il buio cerchiamo le stelle più piccole..  anche quelle che riusciamo appena a vedere..  o che  una luna  troppo  prepotente ci nasconde..  quelle stelline  che una volta viste si perdono poi nel luccichio celeste!

Come queste immagini di M.lle De Voisin… apparsa in queste prove per  le cartoline dello Studio Reutlinger di Parigi  e della quale non ho informazioni. Una modella?  Un’attrice ..  troppo..  troppo somigliante alla  Divina  Lina Cavalieri?  Oppure  una cantante troppo timida per calcare il palcoscenico?  Non lo sappiamo.. conosciamo solo che ha prestato il delicato volto e le sue pose per le cartoline dello Studio Reutlinger molto in voga nei primi del 900.

“Tra il 1880 e il 1890 l’Atelier Reutlinger, oltre che lavorare direttamente su commissione dei clienti, avviò una produzione di cartoline postali e di album che avevano per protagoniste attrici teatrali, cantanti, signore del bel mondo e le prime modelle professioniste, tutte ritratte in bellissime  toilettes, approntate dai grandi sarti dell’epoca. Queste immagini erano tutte realizzate in studio, e appaiono più ricche e fantasiose di quelle standardizzate che si utilizzavano per la ritrattistica ordinaria.  L’impressione che se ne ricavava è quella di un primo tentativo di diffusione massificata del gusto, della proposta di un modello abilmente creato per piacere a tanti e per rincontrare le richieste del pubblico. “   ( tratto dl libro Nelle ombre di un sogno: storia e idee della fotografia di moda di Claudio Marra )

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Prove all’albumina per le cartoline dell’Atelier Reutlinger – M.lle De Voisin

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2 comments

  1. I francesi avevano questa abitudine per noi bruttissima di indicare solo il cognome dei soggetti delle fotografie, così che per noi oggi diventa spesso molto difficile identificarli. Soprattutto quando, come forse nel caso in questione, si tratta di uno di quei membri della schiera che dovette essere infinita di signorine che riempivano i teatri di varietà, per non dire del corpo di ballo dell’Opéra.
    E don dimentichiamoci, senza per carità voler insinuare alcunché nella reputazione certamente illibatissima di questa Mademoiselle, che all’epoca per molte di queste figure il confine fra arte esercitata sul palcoscenico e un’altra arte molto più antica era pericolosamente labile…
    Bellissime foto, ciao!

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    1. e qualche volta solo il nome d’arte!! Peggio che andar di notte con il lumicino spento! E’ vero erano tantissime… e il confine tra cortigiana e attrice era spesso quasi del tutto invisibile… però di questo volto mi ha colpito lo sguardo.. e la delicatezza. Grazie per il complimento.. le fotografie le scannerizzo al alta risoluzione e poi provo a lavorarci su… vengono fuori buoni risultati.
      Ciao Ric grazie sempre della tua graditissima visita!

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