Mese: settembre 2014

SOPHIE ALEXANDRINE CROIZETTE

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La sua luce pallida nasconde la passione del fuoco! Mi soffermo su questa bella stella  .. Sophie Alexandrine Croizette.. Nasce a San Pietroburgo presumibilmente nel 1847 è figlia di una ballerina francese e di un nobiluomo russo. Studia  a Versailles come Sarah Bernhardt.. ed è allieva di Prosper Bressant al Conservatorio Nazionale Superiore d’Arte Drammatica di Parigi, è brillantissima e questo le apre le porte della “Comédie Francaise”.

Sophie fa il suo debutto nel 1868 nella commedia “Il bicchier d’acqua” di Eugène Scribe e nei suoi 11 anni di carriera interpreta 45 ruoli di prima donna, un fatto straordinario che la consacra una delle più grandi rivali della famosissima Sarah Bernhardt.  Nel 1873, la Croizette ottiene il suo più grande successo, interpreta la parte di Blanche nel dramma  in 4 atti di Octave Feuillet “La Sfinge” mentre Sarah Bernhardt è Berthe de Savigny. Qui il pubblico si divide in “Croizettisti” e Bernhardtisti… ad acuire la faziosità del pubblico ancora nel 1873 le due attrici a confronto nella commedia “il matrimonio di Figaro” del drammaturgo francese Pierre Augustin Caron de Beaumarchais dove troviamo Sophie nel ruolo di Susanna, promessa sposa di Figaro e Sarah nel ruolo di Cherubino, il paggio del Conte di Almaviva.  La fazione di Sophie Croizette era formata da banchieri e uomini che avevano una posizione mentre per Sarah Bernhardt “tifavano” artisti, studenti, moribondi  e falliti. Lo scontro assumeva toni sociali!

Sophie vive a Le Hon, n ° 9 rotonda degli Champs-Élysées, dove nel suo salotto bene, la Sala Blu, riceve il bel mondo parigino. Qui conosce il pittore Carolus Duran,  divenuto poi marito della sorella Pauline,  che ritrae   Sophie nel quadro “Ritratto equestre di Sophie Croizette”.  Nel 1872 inoltre, per una delusione d’amore tenta il suicidio cercando di lanciarsi dalla finestra sparandosi un colpo di pistola… il voler morire a tutti i costi paradossalmente fa si che sopravviva perché si manca clamorosamente e l’altezza non era poi eccessiva!

Sophie lascia il teatro nel 1882 e nel  1885 regolarizza la sua unione con il banchiere Jacques Stern, uno dei fondatori della Banca di Parigi e dei Paesi  Bassi, con il quale aveva già da molti anni una relazione sentimentale e un figlio Michael. Nel giro di pochi anni questa famiglia si estingue.. muore prima Jacques nel 1900 poi un anno dopo nel 1901 sia Sophie che Michael.

Questa splendida attrice riposa nel Cimitero di Passy a Parigi insieme a Gabrielle Charlotte Réju detta Réjane (attrice), a  Renee Vivien (scrittrice e poetessa inglese),  a  Berthe Morisot (pittrice) e alla Divina Bartet “Julia Bartet” (attrice).

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Sophie Croizette in una foto di Nadar  1875

Un piccolo aneddoto durante le prove della “Sfinge” da l’idea dell’aria che si respirava sulle scene. Tratto dal libro autobiografico “La mia doppia vita” di Sara Bernhard:

Cominciavano le ultime prove generali. Il terzo atto si svolgeva nella radura di un bosco. In mezzo alla scena c’era una grossa roccia sulla quale Blanche (Croizette) dava un bacio a Savigny (Delaunay), che era mio marito. Io, Berthe di Savigny, dovevo arrivare dal piccolo ponte che passava sopra un corso d’acqua. La luna inondava di luce la radura. Croizette aveva recitato la scena. Tutti avevano applaudito il suo bacio, ardito per la Comédie Francaise di allora,. (Che cosa non è stato fatto dopo!). Quando ecco gli applausi ripresero di nuovo… Lo stupore si dipinse su qualche viso. Perrin si alzò attonito. Io attraversavo il ponte, il viso pallido e dolorosamente sconvolto, trascinando scoraggiata la cappa da sera che doveva coprirmi le spalle; ero illuminata dal candore lunare e sembra che l’effetto fosse straziante e commovente.

Una voce acuta e nasale gridò: <<Un effetto luna basta! Spegnete per la signorina Bernhardt!>>

Con un salto mi feci avanti sulla scena. <<Scusate, signor Perrin, ma voi non avete il diritto di togliermi la luna! Sul testo c’è scritto “Berthe avanza pallida, sconvolta, sotto i raggi della luna”. Sono pallida, sono sconvolta e voglio la mia luna!!!>>

<<E’ impossibile!!>> ruggì Perrin. <<Bisogna che il “Mi ami, dunque?” della signorina Croizette e il suo bacio siano avvolti dalla luna. E’ lei la sfinge, è il personaggio principale e bisogna lasciare a lei gli effetti principali>>

<<Allora, signore, date una luna brillante a Croizette e una luna piccola a me: per me è lo stesso, ma voglio la mia luna!>>.Tutti gli artisti, tutti gli impiegati infilarono la testa nelle entrate della sala e della scena. I Croizettisti e i Bernhardtisti commentavano la discussione. Interpellato, Octave Feuillet si alzò a sua volta. <<Credo  che la signorina Croizette sia molto bella sotto l’effetto della luna! E la signorina Bernhardt è meravigliosa nel suo raggio lunare! Perciò desidero la luna per entrambe>>.

Perrin non poteva trattenere la rabbia. Ci fu una discussione fra l’autore, l’amministratore, gli artisti, il portiere, e i giornalisti che erano lì a fare domande.

La prova venne interrotta e io dichiarai che non avrei recitato se non avessi avuto la mia luna.

Non ricevetti il bollettino di prova per due giorni e seppi da Croizette che facevano provare di nascosto la parte di Berthe a una giovane donna che avevano soprannominato il coccodrillo perché seguiva tutte le prove come quell’animale segue i battelli, cercando sempre di acciuffare una parte gettata in acqua.

Octave Feuillet rifiutò lo scambio e venne a cercarmi con Delaunay, che aveva sistemato le cose. Baciandomi la mano disse <<E’ deciso: la luna illuminerà entrambe>>.

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Un Photoglipye di Sophie Croizette

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Ritratto di Sophie Croizette – Carolus Duran 1873

Emilie Broisat (2)

Emilie Broisat nel ruolo di Mimì nella Boheme - Copia Mani - Ridotta

Ancora Emilie .. gli occhi ritornano su questa stella. E’ un talento nell’interpretare ogni ruolo. Eccola nella “Mimì” della Bohème.. la Mimì dalle bianche mani.

Dalla pagina della rivista “Paris Theatre”  del 6 giugno 1873 tradotta dal francese dalla Prof.ssa Lina Nazzarena Romano ecco cosa scrive  il direttore della succitata rivista Felix Jahier:

Emilie Broisat, l’incantevole Mimi la cui voce penetrante e il fascino sognante, diffondono ogni sera all’Odeon, un profumo di gioventù di cui la platea ama inebriarsi!

Ella ci apparve per la prima volta, al Vaudeville, in Casa Nuova, di Sardou a fine dicembre del 1866. L’opera era talmente scadente che la sola M.lle Fargueil poteva rendere passabili le scene a volte banali a volte di un cinismo rivoltante; nondimeno la grazia incantevole della giovane debuttante fu notata e mi ricordo di averlo notato io stesso nella serie drammatica che facevo allora. Da quell’inizio pieno di promesse, M. Delvil, direttore delle Galeries de Saint Hubert, a Bruxelles, non esitò a procurarle un ingaggio vantaggioso.

E in quei tre anni, invece di prendere nei mesi estivi un riposo meritatissimo, Emilie Broisat andava a recitare a Vichy dove il contatto con gli artisti di Parigi serviva a ravvivare il suo ardore. In una di queste tournée, ebbe la possibilità di recitare con Regnier e Febvre in Mademoiselle de la Seiglière, Gabrielle, il Verre d’eau (Abigail), e Par droit de conquete. Febvre fu così affascinato dal suo talento, pieno di incanto e di freschezza, che scrisse a Parigi dove la stampa si fece eco delle sue impressioni.

Regnier, l’eminente professore, l’uomo di cuore votato tanto all’arte e agli artisti, comprese ben presto che Parigi era il luogo adeguato per questa giovanissima e già eccelsa attrice; così, pur promettendole il suo appoggio il giorno in cui sarebbe ritornata nella capitale, cercò egli stesso i mezzi per facilitare questo ritorno.

Ma Emilie Broisat, richiesta dappertutto, partì presto per l’Italia, per prendere il posto di M.me Desclée, il cui ingaggio da parte di M. Meynadier era appena terminato. Ella s’incamminò sulle orme di colei che l’aveva preceduta. Applaudita, festeggiata, visse là ben felice dei suoi trionfi.

Ricordiamo la splendida Casilda di Ruy-Blas. Victor Hugo non avrebbe potuto desiderare meglio. Leconte de Lisle la reclamò per l’Elettra delle sue Erynnies. Nell’ Aieule quanto non fu toccante? Quale semplicità e quale grazia!

Di contro, ella mostrò una vivacità di spirito perfetta nel ruolo spaventoso di Susanna, del Mariage de Figaro. Diede là la misura della sua forza perché pochissimi artisti, e tra i migliori, sono in grado di affrontare lo studio di un tale personaggio.

Oggi, e in opposizione ancora, eccola nel ruolo dell’eroina di Murger, graziosa e fresca inizialmente, poi morente ben presto di tisi, dopo aver trascorso lunghi e tristi giorni in un letto di ospedale. Tutti, vorrete vedere come interpreta quel tipo così simpatico; quale espressione vera ella a la capacità di dare alla sua dolorosa agonia! E se dopo averla sentita, voi rientrate a casa senza un fondo di tristezza, è perché il vostro cuore non è disponibile agli accenti dell’arte e della poesia.”

Félix Jahier

Emilie Broisat nel ruolo di Mimì nella Boheme - Banner

 Emilie Broisat in Mimì della Bohème ritratta dal fotografo Alexandre QUINET 1873.

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Emilie Broisat in una Carta da Visita di Mulnier.

M.LLE DE VOISIN

Volto de voisin

Spesso andiamo oltre le stelle più luminose..  quelle le incontriamo sempre  ogni volta che alziamo lo sguardo distrattamente o casualmente.   Ma quando ci soffermiamo ad osservare un cielo stellato e proviamo ad esplorare il buio cerchiamo le stelle più piccole..  anche quelle che riusciamo appena a vedere..  o che  una luna  troppo  prepotente ci nasconde..  quelle stelline  che una volta viste si perdono poi nel luccichio celeste!

Come queste immagini di M.lle De Voisin… apparsa in queste prove per  le cartoline dello Studio Reutlinger di Parigi  e della quale non ho informazioni. Una modella?  Un’attrice ..  troppo..  troppo somigliante alla  Divina  Lina Cavalieri?  Oppure  una cantante troppo timida per calcare il palcoscenico?  Non lo sappiamo.. conosciamo solo che ha prestato il delicato volto e le sue pose per le cartoline dello Studio Reutlinger molto in voga nei primi del 900.

“Tra il 1880 e il 1890 l’Atelier Reutlinger, oltre che lavorare direttamente su commissione dei clienti, avviò una produzione di cartoline postali e di album che avevano per protagoniste attrici teatrali, cantanti, signore del bel mondo e le prime modelle professioniste, tutte ritratte in bellissime  toilettes, approntate dai grandi sarti dell’epoca. Queste immagini erano tutte realizzate in studio, e appaiono più ricche e fantasiose di quelle standardizzate che si utilizzavano per la ritrattistica ordinaria.  L’impressione che se ne ricavava è quella di un primo tentativo di diffusione massificata del gusto, della proposta di un modello abilmente creato per piacere a tanti e per rincontrare le richieste del pubblico. “   ( tratto dl libro Nelle ombre di un sogno: storia e idee della fotografia di moda di Claudio Marra )

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Prove all’albumina per le cartoline dell’Atelier Reutlinger – M.lle De Voisin

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Lucienne Bréval

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Mentre la mia testa ruota perdendosi nella volta celeste  i miei occhi si fermano su di un’altra stella.. questa  volta più grande! Bella.. Luminosa! Talmente bella da catturare anche gli occhi del pittore spagnolo Ignacio Zuloaga che la ritrasse più volte nei sui quadri… il più famoso “Carmen” del 1908.

Lucienne Bréval nasce il 4 novembre 1869 a Zurigo, il suo vero nome è Bertha Agnes Lisette Schilling, inizia a studiare pianoforte a Losanna e poi a Ginevra prima di decidere di intraprendere la carriera come cantante lirica. Studia al conservatorio di Parigi e debutta all’Operà National de Paris nel 1892 nel ruolo della schiava Selika  nel Dramma “ L’Africana” di Giacomo Meyerbeer .  Questo debutto la consacra regina dell’Opéra National de Paris, vi si esibirà infatti fino al 1919. 

La Sua maestosità nell’apparire la fece diventare un’interprete molto ammirata nei ruoli della “Grand-Opéra” francese ma soprattutto  Lucienne ha il temperamento e la voce per riprodurre le eroine wagneriane, diventa Venere nell’opera “Tannhäuser” , Brunilde ne “La Valkiria” ed  Eva ne “I Maestri Cantori di Norimberga”  di Wagner. La sua Stella brilla negli Stati Uniti, a Londra, a Venezia.. ogni cielo ne è estasiato.. interpreta la bella Chimene nel “El Cid”.. canta Margherita ne “La dannazione di Faust” di Berliotz fino ai grandi classici di “Ifigenia in Aulide” di Gluck.  La Stella si spegne a Neuilly sur Seinne il 15 agosto 1935.

Ma come tutte le stelle continua ancora a trasmettere la sua luce nell’universo.. basta solo alzare la testa e perdersi nella notte… lei è ancora lì.

Lucienne Breval - Copia per copertina - Banner - Copia

Lucienne Bréval in un ritratto di Reutlinger

Lucienne Breval - Reutlinger - Copia - Banner - Ridotta

Lucienne Bréval in un scatto prova per le cartoline di Reutlinger